
giovedì, 22 marzo 2007
Sfioro con la punta delle dita Ogni curva dolce del tuo mistero Mi stringi e scuoti il demone in me Ci tocchiamo all’incrocio delle rispettive estremità Scivolo sul tuo profumo e ti assaporo Ricambi il favore e mi turbi Vuoi che ti accolga e ti accolgo Vuoi afferrarmi e mi afferri Il tempo scandisce i movimenti Della coperta stesa su di noi Di respiri irregolari e torsioni suadenti E ci addormentiamo tra i tuoi peli del petto Mentre l’alba lontana ci chiamerà E io ti domanderò, ti pregherò Di concedermi il privilegio
Luce rossa

domenica, 11 marzo 2007
-secondotempo-
Sono truccata, indosso una minigonna e un toppino cui sistemerò una giacca di pelle quando lui sarà qui per portarmi via dal sexy shop in cui lavoro e condurmi all'amore. Incasso i soldi dei clienti che acquistano dvd porno, riviste e giocattoli erotici con lo sguardo che va' oltre e si perde nel ricordo degli occhi scuri e profondi di Wolf. Mi sto intristendo da sola, mi preparo al colpo che riceverò quando sarò costretta a tornare a casa in metro e Wonda mi ricorderà che per noi non esiste amore che non preveda un corrispettivo in denaro. Alzo gli occhi dal monitor che mostra una coppia di lesbiche alle prese con un dildo gigante a forma di pugno e guardo un paio di gambe slanciate e muscolose far capolino dall’aurea di luce serale che proietta il giorno scemante dalle finestre del piano di sopra. Sono sicura che è lui, è una sensazione fortissima e immediata. E infatti il viso accigliato che spunta fuori è proprio quello del mio cavaliere solitario. Si accorge di me, e il suo occhio destro, lesto, si chiude in un ammiccamento cameratesco e sdolcinato. Accenna un sorriso che spegne subito dandosi un’occhiata intorno prima di venire a salutarmi. <Eccomi. Come va?> <Ciao – dico io, puttana e ingenua al tempo stesso – cinque minuti appena e possiamo andare, ok?> <Perfetto, faccio un giretto, quando sei libera chiamami> <Contaci – sorrido io, mentre ticchetto sulla cassa il prezzo in sterline del dildo acquistato dalle due lesbiche che non guardo neppure in faccia>. Mi sento sollevata, mi do della stupida per aver dubitato di lui. Si capisce che è un ragazzo serio e mi vuole davvero. Si legge negli occhi. Lo scruto mentre, occhi sgranati, guarda l’assortimento di dildo che esponiamo bellamente su uno scaffale a destra. Sarà stupito da dimensione troppo ampie che non gli appartengono o si sentirà rinfrancato come uomo chiedendosi come hanno fatto a prendere le SUE di misure falliche? Mi auguro di scoprirlo quanto prima, ma la mia coscienza da orsolina bigotta affiora per ricordarmi che non so nulla di lui se non il nome: insomma, Seria, il fatto che Wolf sia qui non significa che è l’uomo della tua vita. Può sempre essere l’ennesimo profittatore, un espiantareni da contrabbando, un trafficante di protesi di silicone, un rapinatrans, un… boh… non esaltiamoci comunque, vediamo che ha in serbo per la prima uscita a due e poi tiriamo le somme. Ok? Ok, coscienza orsolina bigotta… non mi esalto e me la tirerò pure un po’, va bene così? Benissimo, risponde la mia nemesi con tanto di velo bianconero sulla testa. Si avvicina BrufoloBill che mi fa un cenno, ricordandomi che le 7 sono scattate ed è ora che mi levi dai piedi, lasciandolo alle prese con un venerdì sera popolato di anime erotiche notturne. Io faccio un salto nello stanzino riservato a noi dipendenti, mi infilo il giubbotto di pelle, tiro fuori dalla borsa il mio profumo preferito del quale mi bagno leggermente le orecchie e i polsi e poi do un’ultima controllata al tutto. Sono pronta. Esco e lo cerco con lo sguardo. Prima che potessi raggiungerlo lui si volta, come richiamato dalla mia presenza, mi sorride e viene verso di me. <Perfetto. Andiamo…> <Sì…>, faccio io in un soffio di voce e lo seguo su per le scale, non dimenticando un’occhiata fugace ma al suo splendido culetto sodo. Inizia la serata: Wolf, non deludermi!
Alle 6 e 45 arriva il mio giovane collega brufoloso. Faccia slavata e capelli stopposi: che brutto esemplare di inglese che è! Butta lì qualche battuta in accento stretto che fingo di capire sorridendo. La mia faccia è puntata però sulla scalinata dal quale scendono i clienti e che dovrebbe portarmi il mio bel cavaliere. Guardo l’orologio ogni minuto, stupendomi del fatto che il tempo scorra con tanta lentezza. Ma dove cazzo è finito quell’esemplare stupendo di maschio? Vuoi vedere che si è preso gioco di me? Magari si è pentito di avermi chiesto di uscire, forse ha trovato di meglio, una vera donna che lo soddisfi a dovere, che possa promettergli una famiglia che io non posso dare.

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14:39
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lunedì, 05 febbraio 2007
La tenda rossa cela uno stretto corridio che si apre su una piccola hall. Un omino del quale non ho ancora capito il nome si nasconde dentro una cabina per raccogliere i soldi. Donato l'obolo si oltrepassa la soglia, una pesante tenda che rivela una piccola sala cinematografica porno.
Senza soluzione di continuità, per tutta la notte, a seconda dei giorni si proiettano film pornografici omosessuali o eterosessuali. All'ingresso del corridio ogni sera compare un cartello che annuncia la tipologia dei film.
Ovviamente i cinefili appassionati di tale arte sono molto più interessati a consumare frettolosi e riservati rapporti sessuali. In caso di film etero la solitudine impone che una mano faccia tutto il lavoro, i film gay prospettano invece contorsioni più conturbanti.
Non è raro che dal pornocineshop in cui lavoro si entri solo e si esca in due.

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15:53
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martedì, 30 gennaio 2007
Alan voleva qualcuno trasgressivo, capace di attrarre il giusto tipo di persone nel suo negozio. Quando mi ha visto e ha parlato con me ha capito che potevo essere perfetta per lui. Il suo negozio non è troppo grande, relegato, come molti qui a Londra, in fondo ad una scala. Una scritta al neon lampeggia “sexy shop” e una freccia luminosa invita a scendere i gradini per trovarsi nel regno incontrastato della perversione. Io lavoro qui, sono Caronte in questo antro infernale. Faccio orario notturno, in pratica arrivo dopo cena, verso le otto e sostituisco Henry, ventenne brufoloso quanto incolore, che spesso resta qualche ora a farmi compagnia e provarci velatamente. Nei momenti di quiete sistemo i dvd delle varie sezioni erotiche, che vanno dagli eteroconvenzionali ai gay fetish sadomasochisti con estrema noncuranza. Metto a posto gli oggetti del piacere che spesso non vengono riposti nei rispettivi scaffali oppure resto in cassa, in attesa di battere (non come intendete voi, cattivelli) lo scontrino e infilare gli sconvenienti acquisti in una busta anonima. Ho anche un pc a disposizione e la connessione internet, così che posso dare un'occhiata al blog senza dover spendere un patrimonio negli internet point. Il mio sexyshop nasconde un segreto: Alan me ne ha parlato con una punta di orgoglio e malcelata avidità negli occhi; da queste parti il negozio per il quale lavoro è gettonato, pur non trovandosi in una posizione felicissima, perché la gente è attirata da quello che comprometterebbe il suo buon nome se arrivasse alla luce del sole. E' l'oscurità, le immagini in sequenza, poltrone rosse e un silenzio rovinato dai sospiri che svelano una realtà di istinti che conosco fin troppo bene. Ne parlerò con calma, intanto alzo gli occhi dal pc e osservo quei due omosessuali con il cappello da cowboy che stanno scegliendo un porno con il quale spassarsela insieme, una ragazza grassa che guarda il monitor all’angolo che mostra un cazzone succhiato, un tipetto calvo che viene verso di me con la scatola di un dildo enorme in mano e poi, con la coda dell'occhio scruto un uomo che si infila dietro una tenda rossa e percorre un angusto corridoio.

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SeriaLoves
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22:30
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D e s c r i p t i o n
Io sono così: transitoria e transgender, talentuosa e tarata, brillante e sboccata.
A
b o u t M e
![]()
Nome: Seria Loves
Io non sono una ragazza. Ma neppure un uomo. Non come intendete voi, per lo meno.
Basta finzioni, basta paure, io sono qui con un sorriso finto e un pisello vero.
N e w s
Lo so, sparirò in un collage colorato di stelle
C l o c k & C a l e n d a r
C o u n t e r
da queste parti *loading* cuori pulsantiD i n o t t e s p e c i a l m e n t e
D r e a m s
Prendi il mio cuore e regolalo con il ritmo del tuo
C a t e g o r i e s
bellavita
dolore
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