
sabato, 14 aprile 2007
Sono morta solo tre volte: con un suicidio, dovevo mutare, uscire dalla crisalide e spiccare il volo da farfalla funesta. Poi mi hanno uccisa, e per rinascere ancora ho attraversato il mare sulle mie ali fragili, con le gocce negli occhi, e i singhiozzi nei polmoni. La terza volta sono morta gettandomi nel mare: caldo, vischioso, blu cobalto. Il suo. E sono rimasta senza respiro, l’aria per ritornare a vivere è un continuo dono da innamorato. Lui è il mio mare nel quale sono dovuta morire volendo annegare. Al silenzio della morte, corrisponde il sorriso della vita, una speranza che chiamo paura, un’illusione che forse in fondo alla mia storia si avvera. Sono morta soltanto tre volte. Non è tanto se alla fine l’ho potuto![]()

Non ho più l'esigenza di raccontarmi a degli sconosciuti, anzi, bando alle scuse, mi è proprio passata la voglia di farlo!
E' la prima volta che mi sento davvero innamorata...e, caso più unico per raro per me, sono anche ricambiata! Tutto il mio essere è orientato verso Wolf, e questa primavera imbroglia ormoni mi trascina lontano dal pc, di fronte ad una vita che sia degna di essere vissuta,con difficoltà, ma finalmente a due.
Vi ringrazio per avermi seguita, apprezzata, e anche osteggiata in taluni casi. Mi siete stati di conforto nei momenti brutti e di sostegno in quelli positivi. Io non scompaio, continuerò a commentare saltuariamente qua e là, inoltre il blog resta aperto per dar modo a chi lo volesse di rileggere qualche vecchia pagina.
Non troverete però nuovi post: è tempo di realizzarli i sogni, dando consistenza alla virtualità che in questi mesi abbiamo plasmato.
E' tempo dell'amore, per me. Fatemi un grande augurio e pensatemi qualche volta, magari mentre passeggio mano nella mano con Wolf, lavoro nel sexy shop di Soho, o mangiamo tutti insieme una pizza al Baraonda di Wonda.
Un bacio come e dove volete voi...
sabato, 31 marzo 2007
-4 Ho sempre amato scrivere. A sette anni il mio primo diario segreto, poi decine di scritti, poesie, racconti. Se non avessi un’autostima così bassa probabilmente avrei tentato seriamente di fare la scrittrice, ma è più facile illudersi di esserlo che sbattersi davvero per diventarlo, no? Il lungo racconto della mia vita è un luogo virtuale romanzato, nulla più nulla meno che l’incontro a metà strada tra i diari che scrivevo da bambino e quelle storie strane che adesso butto giù di notte, prima di dormire. In questa strage di luoghi comuni ho accennato distrattamente all’evento traumatico che mi spinse a tornare in Italia. A fuggire, un’altra volta. Non voglio scrivere una cronaca dettagliata di quella notte e non ho neppure intenzione di nascondermi dietro un’altra poesia, già sono troppe quelle che hanno costellato queste pagine. E poi non era certo una notte speciale, la solita rilettura del mito della fenice: distrutta, bruciata che rinasce dalle sue ceneri. Io sono stata uccisa sotto una luna piena, vicino ad un parco londinese da tre energumeni mandati da colui che voleva essere il mio protettore, che io rifiutavo per un sogno d’indipendenza e riteneva mi meritassi una lezione intimidatoria. E’ una storia che ha tanti anni quanto il mestiere che praticavo, fatto di pugni, calci, penetrazioni anali senza barlumi di sensualità o lubrificazione. La solita vicenda, il solito sangue, le già viste tumefazioni. E poi la paura, quella sì, ogni volta nuova e più intensa. Il terrore che ha l’odore marrone della terra e quello metallico del sangue che riempie la bocca dopo il primo cazzotto. La paura che non fa sentire neanche il dolore in mezzo alle gambe quando ti stringi più forte nella giacca, allunghi il passo guardandoti indietro e ti vergogni come un assassino se incontri un passante che ti guarda sbalordito. Quella paura che diventa angoscia e non ti fa uscire di casa per una settimana, finché non arriva Wonda con il suo sorriso finto e i capelli rossi corti e dritti, preoccupata per te ma senza darlo a vedere, che ti prepara la valigia, raccatta i soldi nascosti al sicuro e ti accompagna all’aeroporto: “se non vuoi sottostare devi scappare tesoro, non puoi rimanere qui”. E tu che ti senti una bambola di pezza muta e senza volontà, a cui neppure il dolore rammenta il fatto di essere viva, imbarcata su un aereo, destinazione Milano, dove uno sconosciuto amico di Wonda è pronto a raccogliere i cocci e assemblarli alla bene e meglio.![]()

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martedì, 30 gennaio 2007
Alan voleva qualcuno trasgressivo, capace di attrarre il giusto tipo di persone nel suo negozio. Quando mi ha visto e ha parlato con me ha capito che potevo essere perfetta per lui. Il suo negozio non è troppo grande, relegato, come molti qui a Londra, in fondo ad una scala. Una scritta al neon lampeggia “sexy shop” e una freccia luminosa invita a scendere i gradini per trovarsi nel regno incontrastato della perversione. Io lavoro qui, sono Caronte in questo antro infernale. Faccio orario notturno, in pratica arrivo dopo cena, verso le otto e sostituisco Henry, ventenne brufoloso quanto incolore, che spesso resta qualche ora a farmi compagnia e provarci velatamente. Nei momenti di quiete sistemo i dvd delle varie sezioni erotiche, che vanno dagli eteroconvenzionali ai gay fetish sadomasochisti con estrema noncuranza. Metto a posto gli oggetti del piacere che spesso non vengono riposti nei rispettivi scaffali oppure resto in cassa, in attesa di battere (non come intendete voi, cattivelli) lo scontrino e infilare gli sconvenienti acquisti in una busta anonima. Ho anche un pc a disposizione e la connessione internet, così che posso dare un'occhiata al blog senza dover spendere un patrimonio negli internet point. Il mio sexyshop nasconde un segreto: Alan me ne ha parlato con una punta di orgoglio e malcelata avidità negli occhi; da queste parti il negozio per il quale lavoro è gettonato, pur non trovandosi in una posizione felicissima, perché la gente è attirata da quello che comprometterebbe il suo buon nome se arrivasse alla luce del sole. E' l'oscurità, le immagini in sequenza, poltrone rosse e un silenzio rovinato dai sospiri che svelano una realtà di istinti che conosco fin troppo bene. Ne parlerò con calma, intanto alzo gli occhi dal pc e osservo quei due omosessuali con il cappello da cowboy che stanno scegliendo un porno con il quale spassarsela insieme, una ragazza grassa che guarda il monitor all’angolo che mostra un cazzone succhiato, un tipetto calvo che viene verso di me con la scatola di un dildo enorme in mano e poi, con la coda dell'occhio scruto un uomo che si infila dietro una tenda rossa e percorre un angusto corridoio.

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martedì, 02 gennaio 2007
E' tutto pronto. Due valigione ingombrano già l'ingresso di questa casa. E uno zainetto resta da riempire con le ultime cose.
Domani ho l'aereo che mi porterà a Londra, dove inizierò una nuova vita. L'ennesima.
Ho smesso subito prima di Natale di ricevere quei clienti che mi hanno finanziato il viaggio e permesso di chiudere i conti economici con il passato. Per le festività mi sono concessa qualche giorno di riposo e poi la sfida difficile dei pacchi. Ovviamente la gran parte delle mie cose restano qui, ospiti di amici oppure nella mia casa natale.
Io riparto da zero, forte di una speranza di serenità, debole di paura per le incertezze che mi porto dentro.
Ho già abitato a Londra nove anni fa. Ci restai alcuni mesi, quando, presa dalla voglia di essere libera e liberamente darmi, mi sono concessa alla strada, ai suoi soldi, ai suoi vizi. Poi sono fuggita, in quella che si è rivelata la mia odissea personale.
Ora torno lassù, ho un'amica di vecchia data pronta ad accogliermi e a sostenermi. Lei all'epoca scelse di restare e continuare con il mondo sommerso della prostituzione, ma io non riparto da zero per compiere gli stessi errori. Questa volta rinasco. Davvero.

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D e s c r i p t i o n
Io sono così: transitoria e transgender, talentuosa e tarata, brillante e sboccata.
A
b o u t M e
![]()
Nome: Seria Loves
Io non sono una ragazza. Ma neppure un uomo. Non come intendete voi, per lo meno.
Basta finzioni, basta paure, io sono qui con un sorriso finto e un pisello vero.
N e w s
Lo so, sparirò in un collage colorato di stelle
C l o c k & C a l e n d a r
C o u n t e r
da queste parti *loading* cuori pulsantiD i n o t t e s p e c i a l m e n t e
D r e a m s
Prendi il mio cuore e regolalo con il ritmo del tuo
C a t e g o r i e s
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