sabato, 14 aprile 2007

Apnea



Sono morta solo tre volte:

con un suicidio, dovevo mutare,

uscire dalla crisalide

e spiccare il volo

da farfalla funesta.

Poi mi hanno uccisa,

e per rinascere ancora

ho attraversato il mare

sulle mie ali fragili,

con le gocce negli occhi,

e i singhiozzi nei polmoni.

La terza volta sono morta

gettandomi nel mare:

caldo, vischioso, blu cobalto.

Il suo.

E sono rimasta senza respiro,

l’aria per ritornare a vivere

è un continuo dono

da innamorato.

Lui è il mio mare

nel quale sono dovuta morire

volendo annegare.

Al silenzio della morte,

corrisponde il sorriso della vita,

una speranza che chiamo paura,

un’illusione che forse

inopinatamente

in fondo alla mia storia

si avvera.

Sono morta soltanto tre volte.

Non è tanto

se alla fine l’ho potuto

incontrare.
 


Nell'ultima foto che pubblico mi tocco l'orecchio in segno di  buonaugurio. Mi fermo, o per meglio dire smetto di scrivere questo blog. Ho deciso di crederci sul serio alla storia d'amore con Wolf e credo che avrei ben poco da dire adesso che ho trovato un po' di traballante serenità.
Non ho più l'esigenza di raccontarmi a degli sconosciuti, anzi, bando alle scuse, mi è proprio passata la voglia di farlo!

E' la prima volta che mi sento davvero innamorata...e, caso più unico per raro per me, sono anche ricambiata! Tutto il mio essere è orientato verso Wolf, e questa primavera imbroglia ormoni mi trascina lontano dal pc, di fronte ad una vita che sia degna di essere vissuta,con difficoltà, ma finalmente a due.

Vi ringrazio per avermi seguita, apprezzata, e anche osteggiata in taluni casi. Mi siete stati di conforto nei momenti brutti e di sostegno in quelli positivi. Io non scompaio, continuerò a commentare saltuariamente qua e là, inoltre il blog resta aperto per dar modo a chi lo volesse di rileggere qualche vecchia pagina.
Non troverete però nuovi post: è tempo di realizzarli i sogni, dando consistenza alla virtualità che in questi mesi abbiamo plasmato.

E' tempo dell'amore, per me. Fatemi un grande augurio e pensatemi qualche volta, magari mentre passeggio mano nella mano con Wolf, lavoro nel sexy shop di Soho, o mangiamo tutti insieme una pizza al Baraonda di Wonda.

                                                                                                                                 Un bacio come e dove volete voi...

Damned by SeriaLoves | 10:52 | commenti (96)
--- life, love, sorprese, rinascere ---

 

martedì, 10 aprile 2007

Una panchina al sole


-1

Una panchina al sole. Wolf ha lavorato tutta la notte, poi è venuto a casa mia. Io ero andata a letto tardissimo, dopo un turno estenuante al sexy shop, e se si fosse trattato di qualcun altro l’avrei mandato bellamente a cagare.

Mi ha costretta ad alzarmi, mi ha buttato sotto la doccia e poi, borse sotto gli occhi e testa ciondolante, mi ha portato qui al parco, a riscaldarmi sotto i raggi di questo sole di primavera.

Mi guarda, sorride. Io sbuffo, fingo di addormentarmi. Lui mi fa il solletico, io rido con voce troppo maschia tanto che qualcuno si volta a guardarmi, lui scoppia in una fragorosa risata e copre la mia.

Poi aggrotta le sopracciglia come fa quando è teso, gli occhi assumono quell’espressione di mistero che mi fa impazzire:

<Sai, io vorrei che tu fossi la mia ragazza…che io e te facessimo sul serio…io ti amo, te l’ho già detto, non scherzavo>. Poi si volta dall’altra parte, non osa guardarmi in faccia. Aspetta una mia risposta.

Cazzo, e ora che faccio?

Me la vedo Wonda che se fosse qui in questo momento stenderebbe le mani e le muoverebbe forsennatamente con una perfetta torsione dei polsi, come a dirmi “dai, dai, dai…”, e ammiccherebbe storcendo la bocca rossa in modo equivoco. Solo ieri abbiamo pranzato insieme io e lei. La mia più cara amica ha messo abbastanza soldi da parte per acquistare un’attività. Ha adocchiato un negozietto che vorrebbe far diventare una pizzeria al taglio. E’ convinta che a Londra avrà successo: “E poi ho la ricetta di mia nonna, quella della pizza pugliese alta e grassa… questi inglesi la adoreranno… verranno tutti a pranzo da me…al Baraonda di Wonda!”

“Ma lasceresti il marciapiede? Sei sicura?”

“Tesooooro, ho abbastanza soldini da parte per cambiare vita e fare quello che ho sempre sognato…”

“E l’operazione? Diventare donna a tutti gli effetti?”

“Nooooooo…..io voglio diventare cuoca, dell’operazione non mi frega più niente! Piuttosto tu Seria, tu mi fai preoccupare…”

“Perché?”

“Perché come al solito ti caghi sotto, non sai approfittare dei colpi di fortuna che ti capitano. Tesoooro, quel Wolf è una perla della Papuasia pregiata, non te lo devi far scappare, devi essere la sua ostrica, metterlo dentro di te per non perderlo più”

“Wonda, io…”

“Basta con tutte queste perplessità! Siete perfetti insieme, già immagino il vostro matrimonio, tu vestita di bianco…oddio, il bianco magari no, il rosa è più indicato nel tuo caso, lui di nero, che lo scuro gli dona tanto, e poi c’è Elton John che suona alla festa e io che penso al buffet a base di pizza pugliese, che ne dici?”

“Tu sogni!!!!”

“Sì, ma se non fossimo due illuse sognatrici non saremmo mai sopravvissute per tutti questi anni, no? Tu ne sai qualcosa…”

“Già…”

“Buttati amore, buttati…dai retta alla vecchia Wonda…”

 

E volto la testa per guardare Wolf che aspetta ancora una mia risposta. Wonda la sento dietro di me che sta pregando affinché prenda la decisione giusta. Ho la possibilità di vivere una storia d’amore vera, senza uno che paghi in soldi e una che ci rimetta in dignità. Rischio il cuore, che metto in gioco forse per la prima volta in vita mia e scommetto su un ragazzo che conosco da poche settimane, ma sembra l’ideale per me e temo possa deludermi da un momento all’altro. O che io possa deludere.

<Non saremo mai una coppia come tutte le altre, forse di questo non ti rendi ancora conto…>

<Uff…ma quanti problemi ti fai?>

<E’ che io sono stata zoccola fino a pochi mesi fa, e un po’ lo sono rimasta dentro… non ci credo molto alla favola di Cenerentola…>

<Cazzo, ma io non sono mica un principe azzurro, guarda che lo so che non sarebbe tutto rose e fiori, che avremmo problemi, che mia madre, quando lo dovrà sapere, non accetterà tanto facilmente questa storia, soprattutto dopo quanto le ha fatto mio padre….io le so tutte queste cose, ci ho pensato bene>

<E quindi?>

<E quindi vale la pena di rischiare. Per te ho voglia di farlo…se lo vuoi anche tu>

Bene, così questa storia è tutta nelle mie mani adesso.

C’è un aereo davanti ai miei occhi e Wolf è lì e sta tendendo la mano perché vuole che io salga a bordo e viaggi con lui. Il motore è scassato, la destinazione ignota, magari appena ci alziamo in volo quello ci abbandona e cadiamo giù, ma c’è lui, rischia quanto me in questa storia.

La mia vita cambierebbe, prenderebbe una piega nuova per me: non sarei da sola e questo pensiero mi fa sorridere più dell’immagine di Wonda che mi dice “dai, dai, dai”. E allora lo guardo sto bel ragazzone di Wolf, allungo le mani e gli accarezzo il viso, stampo le mie labbra sulle sue, incurante di bambini che corrono a pochi metri da noi, di carrozzine spinte da ragazze o signore che allungano il collo per guardarci e magari si accorgono di una protuberanza maligna che si annida proprio in mezzo ai miei jeans e fa di me una ragazza con la pistola. Io non mi accorgo di nessuno, ho solo lui di fronte, lui con i suoi incredibili occhi neri e profondi, qualche rughetta intorno agli occhi che lo rende erotico più che mai, i capelli in su e la bocca voluttuosamente a cuore. Lo fisso negli occhi cercando di ricambiarne l’intensità e dico con un sorriso a trentaquattro denti:

<Cazzo, ti amo anch’io. Da morire. Ok, facciamo sul serio. Ci sto!>

E stavolta è lui a baciarmi, a stringermi brutalmente su questa panchina assolata, circondata da londinesi, pachistani e ogni sorta di mondo inglese capitato in questo parco per assistere al nostro spettacolo indecente. E’ lui a sorridere mentre mi bacia, lui, che scoppia a ridere di felicità. Una felicità contagiosa.


 

Damned by SeriaLoves | 10:22 | commenti (31)
--- life, love, sorprese, bellavita, serialover ---

 

giovedì, 05 aprile 2007

Questo è quanto, Wolf

-2

A Milano ricominciai con ciò che sapevo fare, l’unico mestiere fatto per quelle come me. Avevo bisogno di soldi e il motel dove avevo preso ad abitare ne succhiava un sacco.

Avevo paura, in strada ci andavo poco e se quelli che si fermavano non mi convincevano non salivo sulle loro auto. Non volevo rischiare e stavo lontano anche dalle zone più trafficate per il timore che qualche magnaccia volesse ingaggiarmi nella sua concessionaria di auto truccate.

Facevo la fame, finché conobbi Mario, professore universitario pervertito ma non troppo, stronzo e inopportuno, ma in fondo generoso, che aveva una madre anziana a casa, un fracco di soldi da spendere e una sola voglia: vedermi nuda mentre mi masturbavo.

Facile accontentarlo nella squallida stanzetta del motel e contemporaneamente chiedergli di leggere qualche mio raccontino. Scontato il suo entusiasmo per le mie storie senza né capo né coda. “Non farmi complimenti Mario, tanto lo sconto non te lo faccio!”, dicevo io.

Ma lui parlava sul serio e mi trovò anche un contatto, quello con la casa editrice romana che mi ha portato in giro per anni, assicurandomi la pubblicazione dei miei scritti in cambio di mie collaborazioni come editor. Pochi soldi, ma dovevo mettere a frutto il mio talento per le parole correggendo i testi dei più fortunati, o raccomandati “colleghi” scrittori.

Prima o poi sarebbe toccato anche a me pubblicare, dicevano. In realtà non faceva comodo una transessuale che scriveva storie d’amore d’altri tempi. Mi sento portata per i romanzi d’amore, stile Harmony ambientati nell’800 o sotto le due guerre, con quei contesti romantici e sfortunati a fare da contraltare a sentimenti forti, puri e complicati. Mi hanno illusa per anni, ma alla fine ci sono arrivata da sola alla verità: niente libri da pubblicare, solo una collaborazione come editor o copy e, in certi casi, di ghost writer.

Io sognavo ad occhi aperti, e comunque era una buona occasione per me che non avevo nulla da perdere, così mollai tutto di nuovo, quel poco che avevo nel motel milanese per approdare al sole di Roma, dove ho vissuto fino a pochi mesi fa. Il lavoro come editor da casa non bastava, ovvio, con quel poco che pagavano (a cottimo, come con i bambini indiani che cuciono palloni) e le sempre più scarse prospettive di lavorare seriamente con loro.

Mi capitò un’occasione per debuttare in un night club. Niente prostituzione, solo show! Mi sono esibita per tanto tempo tre sere a settimana come lapdancer, in mezzo ad arrapati, curiosi, nuovi amici e spregevoli caricature di uomo.

Non è mancato qualcuno che mi ha offerto lauti guadagni in cambio di una isolata prestazione sessuale. E io ho accettato, che mica si trovano per strada i soldi!

Una casetta in affitto in periferia, i miei genitori ad appena 150 chilometri, da andare a trovare una volta al mese per riallacciare un freddo ma necessario rapporto, l’iscrizione all’università per fare qualche esame ogni tanto se l’imbarazzo non è troppo.

Per completare l’idilliaco quadretto qualche selezionato cliente: persone rimorchiate al club, innamorate della mia danza allusiva, desiderose di trasgredire a quella vita troppo normale per non essere noiosa. Io avevo un bisogno incessante di arrotondare i magri guadagni e allo stesso tempo coltivare un’insana passione: la mia fosca e movimentata esistenza caratterizzata da interventi chirurgici per avvicinarmi al modello che non raggiungerò mai. Un modello al quale mi sono accorta di non volere neppure più assomigliare.

Una vita descritta alla rinfusa tra queste righe, nelle pagine virtuali di un blog doloroso ed eccitato. Quando il bisogno di denaro si è fatto impellente, dopo l’improvvisa operazione al seno, sono tornata a concedermi senza riserve, ricevendo per lo più in casa, avvalendomi della popolarità acquisita con le mie esibizioni al night e guadagnando non poco. Quello che mi serviva per scappare ancora, questa volta da chi intendeva mettersi sotto contratto riducendo, però, la mia libertà.

Perché questa tardiva confessione? E’ Wolf a costringermi a guardare indietro. L’abbiamo fatto entrambi per metterci a nudo e vedere che si può fare di questa reciproca attrazione, di una storia che vuole decollare senza che noi passeggeri possiamo assicurarci a delle cinture.

E’ un volo senza una meta il nostro, manca un pilota esperto, il motore è stanco e usurato, ma orgoglioso.

Non c’è alcuna comodità durante il viaggio, non passano neanche la colazione, è costante il timore di un dirottamento da parte di qualche malintenzionato.

Io del resto sono estranea ad una storia che non si chiami “abuso” o mercificazione e Wolf è spaventato, ma non vuole ammetterlo, per quel che prova e le conseguenze che ciò può avere nella sua vita.

Si tratta di decidere cosa vogliamo fare di noi due: io sono tentata di fuggire di nuovo, del resto l’ho fatto tante altre volte, rifugiarmi in me e nei tanti sogni che coltivo. Magari preparandomi ad un nuovo viaggio, sempre più lontano da quello che può farmi del male, o felice.

La realtà di un amore nuovo, incolume e preoccupante preme, mi vorrebbe sull’aereo, in volo verso una terra lontana e misteriosa.


 


domenica, 25 marzo 2007

Cervellino annacquato di ormoni

-6

Non riesco a dormire. Ero distesa sul letto fino a poco fa per recuperare un po’ di sonno perduto a causa del lavoro nel sexy shop, ma ho lasciato che mi agitassi da sola, con una sequela di pensieri che mi hanno spinto ad alzarmi, metter le scarpe e uscire di casa.

Tutti i neuroni del mio cervellino annacquato di ormoni ruotavano intorno a lui, Wolf, alle sfumate promesse che vorrebbe farmi, le complicate manovre diversive che pongo in atto per non cedere e rischiare una gran trambata sul muso. Ho fatto sì che lui irrompesse tra capo e collo nella mia esistenza, ma concedergli la possibilità di un futuro mi sembra improbabile, spaventosamente inusuale per una come me.

Come faccio a fargli capire che io non sarò mai e poi mai come le ragazze che ha già avuto? Che sono diversa non solo per il pipino che brancola là sotto, ma perché ho vissuto un’esistenza inedita per chi, come lui, è stato sempre un anonimo ragazzo inglese?

Non ce la facevo a stare in casa, così sono uscita, ho preso a vagare per il quartiere ritrovandomi davanti, come di consueto, al ben conosciuto Internet point gestito da pachistani. Chatto un po’, commento qua e là i blog preferiti e attendo l’illuminazione celeste che mi faccia capire cosa fare di questo amore nascente che sarebbe tanto comodo sopprimere subito.


 


 

Damned by SeriaLoves | 20:11 | commenti (20)
--- pensieri, life, love ---

 

venerdì, 23 marzo 2007

Di questa vita potrei raccontare tutto o forse niente

-7

E’ passata una settimana. Era venerdì quando sono uscita con Wolf e ho passato la notte con lui. Sette giorni che sembrano anni, 170 ore circa in cui mi sono lanciata nel vuoto. L’ho già fatto altre volte nella vita, non è una novità per me prendere il cuore, il silicone, e quanto circonda il mio corpo femminile a metà e buttarmi in ciò che sento giusto.


E’ la prima volta però, la prima in assoluto che il lancio non si concretizza in un fragoroso schianto sull’asfalto. Non mi sono ritrovata spappolata per terra, con le membra da raccogliere, tessuti da ricucire e scomparire nel mio cantuccio in attesa che le ferite si cicatrizzino. Non mi sono fatta male. Ancora.

Wolf mi ha chiamato sabato pomeriggio ed è venuto a prendermi a casa. Abbiamo fatto la spesa insieme, vincendo il mio imbarazzo lungo corridoi ingombri di bambini nei carrelli, casalinghe grasse e commesse bastarde con lo sguardo basso. Mi sono sempre vergognata, tranne sabato, quando con Wolf ci siamo divertiti come bambini nello scegliere i prodotti da acquistare, inseguendoci l’un l’altro, giocando sul fatto che lui si aspetta da me un invito a cena perché “le italiane DEVONO per forza saper cucinare divinamente”.


La sera eravamo di turno tutti e due: lui nel suo albergo e io nel mio sexy shop. Io mi occupavo dei clienti che compravano dvd porno, fruste e dildi, di quelli che volevano biglietti per la saletta cinema e lui degli ospiti che lasciavano e recuperavano chiavi, telefonavano o chiedevano informazioni.

L’ho fatto entrare nella mia vita, gli ho aperto la porta come se fossi un’adolescente alla prima cotta, quando io mi ero ripromessa di essere più attenta, mantenermi fredda e distaccata da tutto e tutti, concentrata solo a vivere, ma lui è entrato come un dolce ciclone estivo nella mia vita, l’ha messa completamente a soqquadro.

Lui e il suo fisico asciutto. Lui e il suo sguardo magnetico e profondo. Lui e i suoi capelli castani sparati in aria.


Ci siamo visti tutti i giorni da venerdì. Ogni momento libero è stato trascorso insieme e quando eravamo al lavoro ci siamo fatti compagnia con i messaggini.

Esistono rapporti normali per quelle come me, con l’arnese tra le gambe, due tette di plastica e un cervello da donna che ha provato cosa significa essere uomo? Possibile che ci sia da qualche parte qualcuno cui vado bene così come sono e che ho avuto pure il culo di incontrarlo?

Wolf mi chiede di avere fiducia in lui, non fa altro che rassicurarmi, ma già lo so che ci vorrà tempo.

Io sono abituata ad essere consumata e poi gettata via.


<Non ho nessuna intenzione di lasciarti perdere, stai tranquilla>

<E come ti giustifichi con tua madre, i tuoi amici…?>

<Che bisogno ho di giustificarmi?>

<Ma, ma…>

<Quante volte hai avuto a che fare con uomini sposati che si sono mostrati attratti da te?>

<Tante volte, ma loro non erano…>

<Ma loro cosa?>

<No, niente… ma è difficile, tu non sai a che cosa vai incontro>

<Ho un desiderio incredibile di scoprirlo!>


 


 

Damned by SeriaLoves | 15:46 | commenti (12)
--- life, love ---

 

D e s c r i p t i o n

Io sono così: transitoria e transgender, talentuosa e tarata, brillante e sboccata.

A b o u t  M e

Utente: SeriaLoves
Nome: Seria Loves
Io non sono una ragazza. Ma neppure un uomo. Non come intendete voi, per lo meno. Basta finzioni, basta paure, io sono qui con un sorriso finto e un pisello vero.


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N e w s

Lo so, sparirò in un collage colorato di stelle

C l o c k  &  C a l e n d a r

C o u n t e r

da queste parti *loading* cuori pulsanti

D i n o t t e s p e c i a l m e n t e

Di notte specialmente
Di notte lentamente di notte
Mi tornano alla mente
Proposte fatte come niente di notte
Le avventure avute facilmente
Sono acqua che mi sfiora leggermente
Dimenticando continuamente
Di notte specialmente

Di notte specialmente
Si soffre raramente di notte
Giocando solamente
Può essere importante di notte
Ma in fondo è solamente divertente
Di notte la notte specialmente

Di domani no
Non mi domandare
Tanto già lo so avrai da lavorare
Dolce di sicuro o non ci starei
Ma se fossi in te non ci conterei
E romantica no certo non sarei
Ma se parli un po’ tutto ti vorrei
Ma la notte la notte la notte

Prendi tutto adesso
Fallo audacemente
Indecentemente
E pensami di notte specialmente

Di notte specialmente
Di notte di frequente di notte
Mi sento travolgente
La voglia è conturbante di notte
I sensi sono tesi strenuamente
Di notte di notte specialmente

Ma domani no non mi domandare
Tanto già lo so avrai da lavorare
Dolce di sicuro o non ci starei
Ma se fossi in te non ci conterei
E romantica no certo non sarei
Ma se parli un po’ tutto ti vorrei
Ma la notte la notte la notte

Prendi tutto adesso
Fallo audacemente
Indecentemente
E pensami di notte specialmente
E pensami di notte
E pensami di notte specialmente

RETTORE

D r e a m s

Prendi il mio cuore e regolalo con il ritmo del tuo

C a t e g o r i e s

bellavita
dolore
dvd
erotica
gay
incontri
lavoro
lettere
life
liric
love
pensieri
poesia
porno
rimembranze
rinascere
serialover
sesso
sesso al buio
sexy
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BloodOfPandora in Apnea
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M i A m a n o

Le persone dagli occhi spalancati

M i O d i a n o

Tutti gli intolleranti
Chi giudica senza sapere
Chi non crede se non può vedere
Gli stupidi

S t i c k e r s

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