giovedì, 05 aprile 2007

Questo è quanto, Wolf

-2

A Milano ricominciai con ciò che sapevo fare, l’unico mestiere fatto per quelle come me. Avevo bisogno di soldi e il motel dove avevo preso ad abitare ne succhiava un sacco.

Avevo paura, in strada ci andavo poco e se quelli che si fermavano non mi convincevano non salivo sulle loro auto. Non volevo rischiare e stavo lontano anche dalle zone più trafficate per il timore che qualche magnaccia volesse ingaggiarmi nella sua concessionaria di auto truccate.

Facevo la fame, finché conobbi Mario, professore universitario pervertito ma non troppo, stronzo e inopportuno, ma in fondo generoso, che aveva una madre anziana a casa, un fracco di soldi da spendere e una sola voglia: vedermi nuda mentre mi masturbavo.

Facile accontentarlo nella squallida stanzetta del motel e contemporaneamente chiedergli di leggere qualche mio raccontino. Scontato il suo entusiasmo per le mie storie senza né capo né coda. “Non farmi complimenti Mario, tanto lo sconto non te lo faccio!”, dicevo io.

Ma lui parlava sul serio e mi trovò anche un contatto, quello con la casa editrice romana che mi ha portato in giro per anni, assicurandomi la pubblicazione dei miei scritti in cambio di mie collaborazioni come editor. Pochi soldi, ma dovevo mettere a frutto il mio talento per le parole correggendo i testi dei più fortunati, o raccomandati “colleghi” scrittori.

Prima o poi sarebbe toccato anche a me pubblicare, dicevano. In realtà non faceva comodo una transessuale che scriveva storie d’amore d’altri tempi. Mi sento portata per i romanzi d’amore, stile Harmony ambientati nell’800 o sotto le due guerre, con quei contesti romantici e sfortunati a fare da contraltare a sentimenti forti, puri e complicati. Mi hanno illusa per anni, ma alla fine ci sono arrivata da sola alla verità: niente libri da pubblicare, solo una collaborazione come editor o copy e, in certi casi, di ghost writer.

Io sognavo ad occhi aperti, e comunque era una buona occasione per me che non avevo nulla da perdere, così mollai tutto di nuovo, quel poco che avevo nel motel milanese per approdare al sole di Roma, dove ho vissuto fino a pochi mesi fa. Il lavoro come editor da casa non bastava, ovvio, con quel poco che pagavano (a cottimo, come con i bambini indiani che cuciono palloni) e le sempre più scarse prospettive di lavorare seriamente con loro.

Mi capitò un’occasione per debuttare in un night club. Niente prostituzione, solo show! Mi sono esibita per tanto tempo tre sere a settimana come lapdancer, in mezzo ad arrapati, curiosi, nuovi amici e spregevoli caricature di uomo.

Non è mancato qualcuno che mi ha offerto lauti guadagni in cambio di una isolata prestazione sessuale. E io ho accettato, che mica si trovano per strada i soldi!

Una casetta in affitto in periferia, i miei genitori ad appena 150 chilometri, da andare a trovare una volta al mese per riallacciare un freddo ma necessario rapporto, l’iscrizione all’università per fare qualche esame ogni tanto se l’imbarazzo non è troppo.

Per completare l’idilliaco quadretto qualche selezionato cliente: persone rimorchiate al club, innamorate della mia danza allusiva, desiderose di trasgredire a quella vita troppo normale per non essere noiosa. Io avevo un bisogno incessante di arrotondare i magri guadagni e allo stesso tempo coltivare un’insana passione: la mia fosca e movimentata esistenza caratterizzata da interventi chirurgici per avvicinarmi al modello che non raggiungerò mai. Un modello al quale mi sono accorta di non volere neppure più assomigliare.

Una vita descritta alla rinfusa tra queste righe, nelle pagine virtuali di un blog doloroso ed eccitato. Quando il bisogno di denaro si è fatto impellente, dopo l’improvvisa operazione al seno, sono tornata a concedermi senza riserve, ricevendo per lo più in casa, avvalendomi della popolarità acquisita con le mie esibizioni al night e guadagnando non poco. Quello che mi serviva per scappare ancora, questa volta da chi intendeva mettersi sotto contratto riducendo, però, la mia libertà.

Perché questa tardiva confessione? E’ Wolf a costringermi a guardare indietro. L’abbiamo fatto entrambi per metterci a nudo e vedere che si può fare di questa reciproca attrazione, di una storia che vuole decollare senza che noi passeggeri possiamo assicurarci a delle cinture.

E’ un volo senza una meta il nostro, manca un pilota esperto, il motore è stanco e usurato, ma orgoglioso.

Non c’è alcuna comodità durante il viaggio, non passano neanche la colazione, è costante il timore di un dirottamento da parte di qualche malintenzionato.

Io del resto sono estranea ad una storia che non si chiami “abuso” o mercificazione e Wolf è spaventato, ma non vuole ammetterlo, per quel che prova e le conseguenze che ciò può avere nella sua vita.

Si tratta di decidere cosa vogliamo fare di noi due: io sono tentata di fuggire di nuovo, del resto l’ho fatto tante altre volte, rifugiarmi in me e nei tanti sogni che coltivo. Magari preparandomi ad un nuovo viaggio, sempre più lontano da quello che può farmi del male, o felice.

La realtà di un amore nuovo, incolume e preoccupante preme, mi vorrebbe sull’aereo, in volo verso una terra lontana e misteriosa.


 


domenica, 11 marzo 2007

Il cavaliere e l'orsolina bigotta

-secondotempo-


Sono truccata, indosso una minigonna e un toppino cui sistemerò una giacca di pelle quando lui sarà qui per portarmi via dal sexy shop in cui lavoro e condurmi all'amore. Incasso i soldi dei clienti che acquistano dvd porno, riviste e giocattoli erotici con lo sguardo che va' oltre e si perde nel ricordo degli occhi scuri e profondi di Wolf.
Alle 6 e 45 arriva il mio giovane collega brufoloso. Faccia slavata e capelli stopposi: che brutto esemplare di inglese che è! Butta lì qualche battuta in accento stretto che fingo di capire sorridendo. La mia faccia è puntata però sulla scalinata dal quale scendono i clienti e che dovrebbe portarmi il mio bel cavaliere. Guardo l’orologio ogni minuto, stupendomi del fatto che il tempo scorra con tanta lentezza. Ma dove cazzo è finito quell’esemplare stupendo di maschio? Vuoi vedere che si è preso gioco di me? Magari si è pentito di avermi chiesto di uscire, forse ha trovato di meglio, una vera donna che lo soddisfi a dovere, che possa promettergli una famiglia che io non posso dare.

Mi sto intristendo da sola, mi preparo al colpo che riceverò quando sarò costretta a tornare a casa in metro e Wonda mi ricorderà che per noi non esiste amore che non preveda un corrispettivo in denaro.

Alzo gli occhi dal monitor che mostra una coppia di lesbiche alle prese con un dildo gigante a forma di pugno e guardo un paio di gambe slanciate e muscolose far capolino dall’aurea di luce serale che proietta il giorno scemante dalle finestre del piano di sopra. Sono sicura che è lui, è una sensazione fortissima e immediata. E infatti il viso accigliato che spunta fuori è proprio quello del mio cavaliere solitario. Si accorge di me, e il suo occhio destro, lesto, si chiude in un ammiccamento cameratesco e sdolcinato. Accenna un sorriso che spegne subito dandosi un’occhiata intorno prima di venire a salutarmi.

<Eccomi. Come va?>

<Ciao – dico io, puttana e ingenua al tempo stesso – cinque minuti appena e possiamo andare, ok?>

<Perfetto, faccio un giretto, quando sei libera chiamami>

<Contaci – sorrido io, mentre ticchetto sulla cassa il prezzo in sterline del dildo acquistato dalle due lesbiche che non guardo neppure in faccia>.

Mi sento sollevata, mi do della stupida per aver dubitato di lui. Si capisce che è un ragazzo serio e mi vuole davvero. Si legge negli occhi. Lo scruto mentre, occhi sgranati, guarda l’assortimento di dildo che esponiamo bellamente su uno scaffale a destra. Sarà stupito da dimensione troppo ampie che non gli appartengono o si sentirà rinfrancato come uomo chiedendosi come hanno fatto a prendere le SUE di misure falliche? Mi auguro di scoprirlo quanto prima, ma la mia coscienza da orsolina bigotta affiora per ricordarmi che non so nulla di lui se non il nome: insomma, Seria, il fatto che Wolf sia qui non significa che è l’uomo della tua vita. Può sempre essere l’ennesimo profittatore, un espiantareni da contrabbando, un trafficante di protesi di silicone, un rapinatrans, un… boh… non esaltiamoci comunque, vediamo che ha in serbo per la prima uscita a due e poi tiriamo le somme. Ok?

Ok, coscienza orsolina bigotta… non mi esalto e me la tirerò pure un po’, va bene così?

Benissimo, risponde la mia nemesi con tanto di velo bianconero sulla testa.

Si avvicina BrufoloBill che mi fa un cenno, ricordandomi che le 7 sono scattate ed è ora che mi levi dai piedi, lasciandolo alle prese con un venerdì sera popolato di anime erotiche notturne.

Io faccio un salto nello stanzino riservato a noi dipendenti, mi infilo il giubbotto di pelle, tiro fuori dalla borsa il mio profumo preferito del quale mi bagno leggermente le orecchie e i polsi e poi do un’ultima controllata al tutto. Sono pronta. Esco e lo cerco con lo sguardo. Prima che potessi raggiungerlo lui si volta, come richiamato dalla mia presenza, mi sorride e viene verso di me.

<Sono pronta>

<Perfetto. Andiamo…>

<Sì…>, faccio io in un soffio di voce e lo seguo su per le scale, non dimenticando un’occhiata fugace ma al suo splendido culetto sodo.

Inizia la serata: Wolf, non deludermi!


 


Damned by SeriaLoves | 14:39 | commenti (19)
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giovedì, 08 marzo 2007

Wolf, carbon fossile e culetto sodo

-primotempo-

Wolf (nome di fantasia attribuito da me vista la sua natura solitaria) è un frequentatore atipico del sexyshop in cui lavoro di notte. Vestito di nero, sempre solo, sguardo magnetico e malinconico, caruccio e anche fisicamente ben messo è di quelli che sembrano capitati lì per caso, alla ricerca di qualcosa di preciso che non riescono a trovare.
La prima volta che l'ho visto ho pensato avesse sbagliato locale, forse stava cercando il pub due metri più in là, ma poi è tornato più volte, una media di tre sere a settimana per un totale di sei volte. Non ci avevo mai scambiato parola, io, commessa intenta a far pagare ai laidi mascalzoncelli che acquistano furberie erotiche o ad accertarmi che nessuno si freghi il prezioso materiale, a guidare nell'angusto corridoio gli animali da cineporno. Ma Wolf mi ha da subito attratto, scuotendo gli ormoni femminili che ho in circolo da tanto tempo.

L'altra sera ha atteso un momento in cui non ci fosse nessun cliente per avvicinarsi alla cassa. Nel mio cervellino sono volati diecimila pensieri contrastanti: "vorrà pagare qualcosa?", "è un ladro?", "è un maniaco?", "un profittatore di donzelle?" (in quest'ultima confesso, da vecchia sporcacciona, che ho sperato un bel po').
Si è piazzato davanti a me, mi ha guardato qualche secondo con due begli occhi magnetici, poi in inglese perfetto, ma con voce profonda e chiara e senza inflessione:

<posso chiederti una cosa?>

<Ma certo...>, faccio io in un sussurro di voce sempre troppo maschia.

<Ti ho notata fin dalla prima volta che sono entrato qui per caso...>

<Sì....>, voce sempre più sussurrata. Seria, cazzo, scuotiti, sei sempre un uomo in mezzo alle gambe, caccia fuori quegli attributi!

<Mi piacerebbe uscire con te>, afferma lui, espressione impassibile e voce sicura. Frasi dirette come adoro in un uomo che sa quel che vuole. Io cerco di riprendere il controllo, non è possibile che questo maschione mi voglia, forse non ha capito che non sono una donzelletta versione automatica, ho il cambio manuale io, è meglio indagare un po'...

<Ma tu non sai nulla di me...>

<E' un problema?>

<Magari lo è per te... vedi, io non sono propriamente quel che si dice una 'ragazza perfetta'>, sorrido come una scema. Seria, togliti quel sorriso ebete dalla faccia!

<So come sei, ho preso le mie informazioni. E ho ancora più voglia di uscire con te>

Ossignore, è un sogno, un'allucinazione?
<E cosa suggerisci?>

<C'è un sera in cui sei libera?>

<Venerdì lavoro qui di pomeriggio e finisco alle sette...>

<Allora ti vengo a prendere. Penso a tutto io>

<Ma io non so neanche come ti chiami!>

<Wolf, io sono Wolf. Tu invece sei Seria, giusto?>

<Come lo sai?>, ecco, questo è un maniaco, era troppo bello per essere vero. Si è sputtanato dopo manco due minuti il pollo...

<In queste serate passate qui ho sentito un mucchio di cose. So che ti chiami Seria e ho capito che sei speciale> ... i puntini di sospensione li metto io, lui non ha alluso a nulla, ha capito e basta.

<Ah - resto a bocca aperta, affascinata e cogliona - e quindi, io ti interesso?>

<Sì. A venerdì allora. Ciao>.

Ed esce così, accennando un sorriso, con quel bel paio di pezzi di carbon fossile al posto degli occhi che mi puntano diritto al cuore. Io, cretina cui bastano due complimenti per farmi calare le braghe, l'ho seguito con lo sguardo, ho dato un bell'8 al culetto sodo che mi ha mostrato e ho pregato fino all'ultimo che non fosse un pio sogno dal quale svegliarmi tutta bagnata.

Damned by SeriaLoves | 10:18 | commenti (27)
--- life, storie, lavoro, incontri, sorprese ---

 

martedì, 30 gennaio 2007

Caronte

Alan voleva qualcuno trasgressivo, capace di attrarre il giusto tipo di persone nel suo negozio. Quando mi ha visto e ha parlato con me ha capito che potevo essere perfetta per lui.

Il suo negozio non è troppo grande, relegato, come molti qui a Londra, in fondo ad una scala. Una scritta al neon lampeggia “sexy shop” e una freccia luminosa invita a scendere i gradini per trovarsi nel regno incontrastato della perversione.

Io lavoro qui, sono Caronte in questo antro infernale. Faccio orario notturno, in pratica arrivo dopo cena, verso le otto e sostituisco Henry, ventenne brufoloso quanto incolore, che spesso resta qualche ora a farmi compagnia e provarci velatamente. Nei momenti di quiete sistemo i dvd delle varie sezioni erotiche, che vanno dagli eteroconvenzionali ai gay fetish sadomasochisti con estrema noncuranza. Metto a posto gli oggetti del piacere che spesso non vengono riposti nei rispettivi scaffali oppure resto in cassa, in attesa di battere (non come intendete voi, cattivelli) lo scontrino e infilare gli sconvenienti acquisti in una busta anonima. Ho anche un pc a disposizione e la connessione internet, così che posso dare un'occhiata al blog senza dover spendere un patrimonio negli internet point.

Il mio sexyshop nasconde un segreto: Alan me ne ha parlato con una punta di orgoglio e malcelata avidità negli occhi; da queste parti il negozio per il quale lavoro è gettonato, pur non trovandosi in una posizione felicissima, perché la gente è attirata da quello che comprometterebbe il suo buon nome se arrivasse alla luce del sole. E' l'oscurità, le immagini in sequenza, poltrone rosse e un silenzio rovinato dai sospiri che svelano una realtà di istinti che conosco fin troppo bene.

Ne parlerò con calma, intanto alzo gli occhi dal pc e osservo quei due omosessuali con il cappello da cowboy che stanno scegliendo un porno con il quale spassarsela insieme, una ragazza grassa che guarda il monitor all’angolo che mostra un cazzone succhiato, un tipetto calvo che viene verso di me con la scatola di un dildo enorme in mano e poi, con la coda dell'occhio scruto un uomo che si infila dietro una tenda rossa e percorre un angusto corridoio.

Damned by SeriaLoves | 22:30 | commenti (25)
--- lavoro, sesso, gay , dvd , sexy, porno, erotica, rinascere ---

 

martedì, 23 gennaio 2007

Chi mi credo di essere

W:<Seria, davvero non capisco perchè non vuoi incontrare Alan...>

S:<Perchè tutti i contatti che mi hai procurato tu si sono rivelati un fallimento, Wonda!>

W:<Ma Gordon e Jack sono miei ottimi amici!!!>

S:<Ehm...Wonda, credo sia quello il problema...>

W:<Alan è diverso, Seria, te lo giurooooooo, possa morire uomo se non è così!>

S:<Se arrivi a giurare deve essere davvero un uomo meraviglioso questo Alan...>

W:<Infatti, mi ha sempre pagata puntualmente!>

S:<Annamo bene.... ma sicuro che può e vuole offrirmi un lavoro pulito?>

W:<Se per pulito intendi che non fai la zoccola allora sì, sono stata chiarissima con lui: "Seria non vuole battere più!">

S:<Va bene...dove lo posso trovare questo Alan?>

W:<Ehm...veramente l'ho invitato a cena da noi stasera....>

S: <.......>

Damned by SeriaLoves | 17:31 | commenti (22)
--- life, lavoro ---

 

martedì, 12 dicembre 2006

Il cliente ha sempre ragione

L'ignorante
- Mmmm...ciò che mi piace di più di te sono queste cazzo di tette, tutte da succhiare!!! -
- Sì, ti piaccino eh?! Sono rifatte bene, vero? -
- Bleahhhh...come rifatte?! -
- Ma con chi credi di stare scopando, scusa?! -


L'imbranato
- Allora, cosa vuoi fare? -
- Ehm....ecco... -
- Su, su, non ti vergognare, dimmi come vuoi farlo.... -
- Ma veramente, non so, sai è la prima volta che vengo da una come te... -
- Sì, appunto, se mi hai cercato è perchè hai un desiderio nascosto da soddisfare... -
- Sì, ecco, non so, io ... -
- Va bene, ho capito, sdraiati sul letto. A pancia in giù! -


L'incontentabile
- Seria, sei meravigliosa. Io lo voglio rifare. -
- D'accordo. Quando? -
- Oraaaaaa, ti voglio oraaaaa... -
- Sei incontentabile. Va bene, però saliamo di prezzo, amore -
- Uno sconticino? -
- Stella, i saldi cominciano a gennaio, non sotto Natale! -

Damned by SeriaLoves | 19:14 | commenti (39)
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giovedì, 12 ottobre 2006

Il palo tra le gambe

I tacchi a spillo rintoccano lungo l'asfalto e poi per gli angusti corridoi del dietro le quinte del locale. Saluto qualcuno con la mano, accenno un sorriso senza compierlo effettivamente. Un'occhiata al parterre di questa sera: il club è tutto pieno, il "grande ritorno di Seria Loves" ha attirato più persone di quanti pensassi. Mi amano, che bello, anzi, vogliono scoparmi con gli occhi, che è anche meglio.

Indosso il mio costume, ritocco il trucco già pesante e mi guardo nel grande specchio illuminato a giorno: 'Seria è tornata davvero', mi dico. E mi sento imponente,  la star della serata.
Esco dal camerino e mi avvicino al retropalco. Le ragazze hanno scaldato l'ambiente, tocca a me.
Si abbassano le luci. Cambia la musica e parte "Etienne", io entro in scena e inizia lo spettacolo. Quello vero. Il mio.

Via la giacca rossa, io ammicco al pubblico che mi osserva silenzioso dai tavolini.

Via la camicia bianca e io mi sento viva finalmente, dopo mesi di dolore e angoscia. Libera di mostrarmi in tutto il mio doppio e tondeggiante splendore.

Via la minigonna di strass, è il momento in cui il pubblico di appassionati, fedeli e nuovi comincia a partecipare, a muoversi a ritmo di musica, a ostentare pacchi invitanti di cui posso solo immaginare il contenuto nell'ombra.

Via gli autoreggenti e poi le calze di seta. Il mio spogliarello conquista,  mi avvinghio al palo,  mi mordo la pelle, so strusciarmi come nessuna mai ha fatto per questi maschi allupati.

Resto in perizoma! E' il momento di essere artista davvero davanti al mio amato pubblico, ho tre pali da lucidare con il mio culo, il mio cazzo che incuriosisce e le nuove tette. Lascio il palco e passo sul bancone del bar senza mai abbandonare la scena, tanto sono collegati tra loro. Mi faccio toccare dai clienti, i quali infilano banconote dove possono, mi accarezzano, qualcuno pizzica, io mi dimeno come so fare, li guardo negli occhi con finta passione e poi torno sul palco, catturo l'attenzione per il colpo di scena finale. Via anche il perizoma, lascio che intravedano la mia mostruosità per qualche frazione di secondo, il palo di carne che ho in mezzo alle gambe mentre le luci rendono impossibile definire i contorni di quello che sono davvero.

Poi esco di scena tra gli applausi, i fischi, i mormorii e le risate. Seria ha di nuovo fatto il botto.
E' tornata all'amore. Ancora.


quella nella foto non sono io


Damned by SeriaLoves | 19:49 | commenti (37)
--- lavoro, sesso, sesso al buio ---

 

D e s c r i p t i o n

Io sono così: transitoria e transgender, talentuosa e tarata, brillante e sboccata.

A b o u t  M e

Utente: SeriaLoves
Nome: Seria Loves
Io non sono una ragazza. Ma neppure un uomo. Non come intendete voi, per lo meno. Basta finzioni, basta paure, io sono qui con un sorriso finto e un pisello vero.



BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

N e w s

Lo so, sparirò in un collage colorato di stelle

C l o c k  &  C a l e n d a r

C o u n t e r

da queste parti *loading* cuori pulsanti

D i n o t t e s p e c i a l m e n t e

Di notte specialmente
Di notte lentamente di notte
Mi tornano alla mente
Proposte fatte come niente di notte
Le avventure avute facilmente
Sono acqua che mi sfiora leggermente
Dimenticando continuamente
Di notte specialmente

Di notte specialmente
Si soffre raramente di notte
Giocando solamente
Può essere importante di notte
Ma in fondo è solamente divertente
Di notte la notte specialmente

Di domani no
Non mi domandare
Tanto già lo so avrai da lavorare
Dolce di sicuro o non ci starei
Ma se fossi in te non ci conterei
E romantica no certo non sarei
Ma se parli un po’ tutto ti vorrei
Ma la notte la notte la notte

Prendi tutto adesso
Fallo audacemente
Indecentemente
E pensami di notte specialmente

Di notte specialmente
Di notte di frequente di notte
Mi sento travolgente
La voglia è conturbante di notte
I sensi sono tesi strenuamente
Di notte di notte specialmente

Ma domani no non mi domandare
Tanto già lo so avrai da lavorare
Dolce di sicuro o non ci starei
Ma se fossi in te non ci conterei
E romantica no certo non sarei
Ma se parli un po’ tutto ti vorrei
Ma la notte la notte la notte

Prendi tutto adesso
Fallo audacemente
Indecentemente
E pensami di notte specialmente
E pensami di notte
E pensami di notte specialmente

RETTORE

D r e a m s

Prendi il mio cuore e regolalo con il ritmo del tuo

C a t e g o r i e s

bellavita
dolore
dvd
erotica
gay
incontri
lavoro
lettere
life
liric
love
pensieri
poesia
porno
rimembranze
rinascere
serialover
sesso
sesso al buio
sexy
sorprese
storie
stronzi

A r c h i v e

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L a s t  C o m m e n t s

BloodOfPandora in Apnea
bocboy in Apnea

C o n t a t t a m i

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M i A m a n o

Le persone dagli occhi spalancati

M i O d i a n o

Tutti gli intolleranti
Chi giudica senza sapere
Chi non crede se non può vedere
Gli stupidi

S t i c k e r s

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