mercoledì, 28 marzo 2007

Così fan tutte


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<Allora Wolf, sei pronto per sentire la mia storia? Hyde park è il luogo ideale per camminare nella natura e affrontare questo tipo di discorsi. No, no, niente api e fiorellini, nessuna lezione di educazione sessuale, vorrei solo che tu capissi bene con chi hai a che fare.

Non sono una ragazza e questo lo sai…sì, ok, di certo non sono un uomo, non ho la barba, ma non è questo il punto. E’ bene che tu ascolti senza interrompere questa storia, poi mi dirai che ne pensi, ok?

Dunque, vengo dall’Abruzzo e questo te l’ho già detto, io nasco ragazza intorno ai vent’anni, quando ho iniziato a tempestarmi di ormoni per far uscire da sotto la pelle quel che sentivo da tempo di essere. Ero stanca dei sorrisini, delle offese, delle botte di quelli che mi chiamavano “checca”, “mezzafemmina” e usavano altre amenità per rendermi uno schifo l’adolescenza e l’infanzia.

Sono sempre stata un ragazzo effeminato, attratto da ciò che “doveva” essere preda esclusiva del genere femminile. Sì, le bambole, che i miei non hanno mai voluto comprarmi (figuarati!), e mi picchiavano se osavo anche solo chiedere qualcosa del genere. Ma non solo. Mi rendevo conto di essere drammaticamente diversa da tutti, distante palmi e palmi dai ragazzini puzzolenti di sudore e le femmine pettegole. Mi consideravo un mostro e loro erano attenti a evitare che pensassi di me in modo diverso.

Quando capii ciò cosa volevo ero maggiorenne e intrapresi un percorso da cavaliere solitario, con il solo sostegno di un medico compiacente e nessun altro. Ovviamente i miei genitori, cattolici e fanatici, tentarono di dissuadermi, buttavano le confezioni con gli ormoni, portavano in casa il prete che “doveva” convincermi che io ero maschio e non ero tenuto a rovinarmi la salute perché il buonsignoredeicieli mi aveva fatto uomo e tale dovevo rimanere e partecipavano alle riunioni di preghiera per ricattare nostrosignoregiesù e costringerlo a far di me un vero uomo.

Pensarono bene di minacciarmi: “o la pianti subito o te ne puoi anche andare!”. E fu la frase che determinò la scelta di lasciarli soli, senza l’ingombrante peso di un figlio indefinibile. Il mio viaggio iniziò così, di città in città. A Roma cominciai con qualche lavoro saltuario, ma non riuscivo a concludere niente e sopravvivere non mi bastava.

Scoprii che c’erano zone dove ci si poteva appostare di notte per rimorchiare camionisti e gente di passaggio. Io davo il culo e loro ricambiavano in denaro.

Ero ancora un ometto all’epoca, non osavo vestirmi da donna. Poi un “collega” mi parlò di Londra, delle meraviglie della città e della possibilità di diventare donna davvero.

Presi i miei quattro stracci, i due soldi che avevo e partii. A Londra conobbi Wonda, anche lei novellina e iniziammo insieme il mestiere più vecchio del mondo: “la zoccola”.

Fu dura agli inizi, ma noi eravamo caparbie e ci aiutavamo l’un l’altra: io ero quella con la testa sulle spalle, razionale, fredda e un poco pessimista, e lei quella allegra e sorridente, l’altro lato della mia medaglia.

In breve ci facemmo conoscere e riuscimmo a costruire un bel giro di clienti fissi. Ci andava bene, si guadagnava parecchio perché eravamo giovani e ci sapevamo fare. Mi travestivo da donna per la prima volta e fu l’inizio vero del mio percorso. Che soddisfazione tirarsi a lucido, truccarsi, scegliere le scarpe da indossare, tingersi i capelli… cominciavo a sentirmi a mio agio con me. E non è poco!

Con i soldi accumulati snocciolammo un rosario le cui preghiere erano: “elettrocoagulazione”, “lifting delle sopracciglia”, “rinoplastica”, “chirurgia plastica facciale”, “riduzione della fronte”, “rimodellamento della mascella”, “riduzione pomo d’adamo”, “mastoplastica additiva”…

Ti fa paura Wolf, eh? Cominci a preoccuparti…

…non negare, mi rendo conto che non ho avuto una vita esemplare…sapessi quante volte io e Wonda abbiamo derubato clienti sprovveduti e facoltosi… le operazioni costavano parecchio e per noi ogni occasione era buona per inseguire il nostro sogno.

Mi chiedi perché poi sono tornata in Italia? Cosa mi ha spinto? Io non ero una puttana qualunque, ma di quelle più pericolose, ero ambiziosa…>


Damned by SeriaLoves | 10:01 | commenti (17)
--- life, storie ---

 

D e s c r i p t i o n

Io sono così: transitoria e transgender, talentuosa e tarata, brillante e sboccata.

A b o u t  M e

Utente: SeriaLoves
Nome: Seria Loves
Io non sono una ragazza. Ma neppure un uomo. Non come intendete voi, per lo meno. Basta finzioni, basta paure, io sono qui con un sorriso finto e un pisello vero.



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D i n o t t e s p e c i a l m e n t e

Di notte specialmente
Di notte lentamente di notte
Mi tornano alla mente
Proposte fatte come niente di notte
Le avventure avute facilmente
Sono acqua che mi sfiora leggermente
Dimenticando continuamente
Di notte specialmente

Di notte specialmente
Si soffre raramente di notte
Giocando solamente
Può essere importante di notte
Ma in fondo è solamente divertente
Di notte la notte specialmente

Di domani no
Non mi domandare
Tanto già lo so avrai da lavorare
Dolce di sicuro o non ci starei
Ma se fossi in te non ci conterei
E romantica no certo non sarei
Ma se parli un po’ tutto ti vorrei
Ma la notte la notte la notte

Prendi tutto adesso
Fallo audacemente
Indecentemente
E pensami di notte specialmente

Di notte specialmente
Di notte di frequente di notte
Mi sento travolgente
La voglia è conturbante di notte
I sensi sono tesi strenuamente
Di notte di notte specialmente

Ma domani no non mi domandare
Tanto già lo so avrai da lavorare
Dolce di sicuro o non ci starei
Ma se fossi in te non ci conterei
E romantica no certo non sarei
Ma se parli un po’ tutto ti vorrei
Ma la notte la notte la notte

Prendi tutto adesso
Fallo audacemente
Indecentemente
E pensami di notte specialmente
E pensami di notte
E pensami di notte specialmente

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